ULTIME NOVITA'

Si segnala il nuovo volume "Elementi di progettazione culturale. Metodologia e strumenti per il rispetto dei diritti culturali", della Dott.ssa Monica Amari. Il volume è edito da Franco Angeli.
Di seguito una breve presentazione.

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Cosa significa oggi “progettazione culturale”? Significa utilizzare un metodo per affrontare tematiche attinenti la rigenerazione urbana, la rifunzionalizzazione di aree ed edifici abbandonati, lo sviluppo dei distretti sociali, la realizzazione di distretti turistico-culturali, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, la centralità della società digitale, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale, la riscoperta dell’artigianato.

Significa, soprattutto, avere uno strumento per la costruzione dell’identità culturale degli individui, dei territori e per la tutela e il rispetto dei diritti culturali.

Correlati al tema dell’etica e della dignità umana, i diritti culturali diventano condizione giuridica e normativa per far sì che le istituzioni pubbliche e private, in un’ottica di sostenibilità culturale, riconoscano - e finanzino in modo adeguato - i processi culturali come elementi strutturali di un modello di sviluppo legato alla modernità.

Il volume è diviso in due parti: nella prima vengono definiti e identificati i diritti culturali a livello internazionale, europeo e nazionale; nella seconda la progettazione culturale viene analizzata e inserita all’interno del più ampio e generale scenario delle politiche culturali.

In relazione alla attività di progettazione culturale vengono descritti l’oggetto (il patrimonio culturale); lo spazio di azione (il territorio); gli attori (le persone giuridiche pubbliche e private); i sei tipi di azione (tutela, conservazione, valorizzazione, gestione, promozione, fruizione) all’interno delle quali può essere ideata e realizzata un’attività di progettazione culturale. Quindi, assumendo come riferimento il Project Cycle Management (PCM), viene proposto come modello guida il ciclo di progetto. Il volume si chiude con una ricognizione delle metodologie utilizzate in Italia e all’estero per valutare l’impatto della progettazione culturale e con due casi esemplificativi.
Pubblicato il: 10/01/2018
Disponibile al link sottostante il programma del ciclo di seminari "Unione europea: tempo di riforme", organizzato dal Dipartimento di Studi Inernazionali, Giuridici e Storico-Politici dell'Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Centro Studi sul Federalismo di Torino.
Pubblicato il: 29/09/2017
Si segnala il contributo: "I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI E I NUOVI “DIRITTI CULTURALI" di S. Cavaliere, pubblicato su Rivista AIC (n. 3/2017), raggiungibile dal link sottostante.

L’articolo si propone di dimostrare l’esistenza, nel nostro ordinamento, di un diritto di accesso ai beni culturali o alla cultura. A tal scopo si esaminerà il d. l. n. 146 del 2015, recante “misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico artistico della Nazione”, che ha incluso tra i servizi pubblici essenziali l’apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura, al fine di sottoporre quest’ultima alle norme contenute nella legge n. 146 del 1990 (la quale disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati). Il diritto di accesso alla cultura trova il suo fondamento oltre che in diverse Convenzioni internazionali ed europee, nella Costituzione repubblicana e soprattutto nell’art. 9 Cost., assumendo la forma di un diritto a prestazione. Vengono, pertanto, analizzate le prospettive che questo “nuovo diritto” può comportare nella “materia” beni culturali e, specialmente, le possibili conseguenze riguardanti le competenze tra Stato e Regioni, anche in considerazione dell’art. 01 del decreto di cui sopra, che ha inserito la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico-artistico nei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117 Cost., c. 2, lett. m).
Pubblicato il: 22/09/2017

PROSSIMI EVENTI

SET
18
Mostra
Cortile della Ca' Granda, Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7
GEN
22
Seminario
Aula 6, Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Università degli Studi di Milano
GEN
29
Seminario
Aula 11, Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Università degli Studi di Milano

CHI SIAMO

L'Osservatorio sulla Sostenibilità Culturale, istituito all'interno del Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici dell'Università degli Studi di Milano, è un hub di innovazione per la ricerca nel campo della sostenibilità culturale, costituito da un team interdisciplinare di studiosi.
La sostenibilità culturale, intesa come la necessità per un sistema di preservare le condizioni ritenute indispensabili alla riproduzione dei processi culturali, richiede oggi un riconoscimento pubblico presso le sedi istituzionali nazionali, europee ed internazionali.
Molte cose potrebbero cambiare se i diritti culturali venissero considerati al pari dei diritti sociali ed economici: i processi culturali, una volta innescati, generano non solo profitto e competitività, ma anche inclusione e coesione sociale, sviluppano l'identità culturale, permettono il dialogo tra mondi culturali diversi, con ripercussioni sul piano politico ed etico.
Il Gruppo di ricerca approfondisce le molteplici questioni legate alla sostenibilità culturale - che riguardano, ad esempio, i c.d. beni culturali "immateriali", i "diritti culturali", la tutela dell'identità culturale, la valorizzazione dello spazio pubblico e del territorio - con un approccio multidisciplinare che tenga conto delle implicazioni giuridiche, economiche e politologiche della materia.
Pizzetti Federico Gustavo
 
 
Professore Ordinario, Università degli Studi di Milano
Filippini Caterina
 
 
Professore Associato, Università degli Studi di Milano