ULTIME NOVITA'

Disponibile al link sottostante il programma del ciclo di seminari "Unione europea: tempo di riforme", organizzato dal Dipartimento di Studi Inernazionali, Giuridici e Storico-Politici dell'Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Centro Studi sul Federalismo di Torino.
Pubblicato il: 29/09/2017
Si segnala il contributo: "I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI E I NUOVI “DIRITTI CULTURALI" di S. Cavaliere, pubblicato su Rivista AIC (n. 3/2017), raggiungibile dal link sottostante.

L’articolo si propone di dimostrare l’esistenza, nel nostro ordinamento, di un diritto di accesso ai beni culturali o alla cultura. A tal scopo si esaminerà il d. l. n. 146 del 2015, recante “misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico artistico della Nazione”, che ha incluso tra i servizi pubblici essenziali l’apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura, al fine di sottoporre quest’ultima alle norme contenute nella legge n. 146 del 1990 (la quale disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati). Il diritto di accesso alla cultura trova il suo fondamento oltre che in diverse Convenzioni internazionali ed europee, nella Costituzione repubblicana e soprattutto nell’art. 9 Cost., assumendo la forma di un diritto a prestazione. Vengono, pertanto, analizzate le prospettive che questo “nuovo diritto” può comportare nella “materia” beni culturali e, specialmente, le possibili conseguenze riguardanti le competenze tra Stato e Regioni, anche in considerazione dell’art. 01 del decreto di cui sopra, che ha inserito la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico-artistico nei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117 Cost., c. 2, lett. m).
Pubblicato il: 22/09/2017
Si segnala il contributo: "Quale tutela delle libertà fondamentali per i simboli religiosi? Considerazioni sulla decisione del Consiglio di Stato francese sul caso burkini" di L. Anello, pubblicato su Stato, Chiese e Pluralismo confessionale (n. 22/2017), raggiungibile dal link sottostante.
Pubblicato il: 19/06/2017

PROSSIMI EVENTI

SET
18
Mostra
Cortile della Ca' Granda, Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7

CHI SIAMO

L'Osservatorio sulla Sostenibilità Culturale, istituito all'interno del Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici dell'Università degli Studi di Milano, è un hub di innovazione per la ricerca nel campo della sostenibilità culturale, costituito da un team interdisciplinare di studiosi.
La sostenibilità culturale, intesa come la necessità per un sistema di preservare le condizioni ritenute indispensabili alla riproduzione dei processi culturali, richiede oggi un riconoscimento pubblico presso le sedi istituzionali nazionali, europee ed internazionali.
Molte cose potrebbero cambiare se i diritti culturali venissero considerati al pari dei diritti sociali ed economici: i processi culturali, una volta innescati, generano non solo profitto e competitività, ma anche inclusione e coesione sociale, sviluppano l'identità culturale, permettono il dialogo tra mondi culturali diversi, con ripercussioni sul piano politico ed etico.
Il Gruppo di ricerca approfondisce le molteplici questioni legate alla sostenibilità culturale - che riguardano, ad esempio, i c.d. beni culturali "immateriali", i "diritti culturali", la tutela dell'identità culturale, la valorizzazione dello spazio pubblico e del territorio - con un approccio multidisciplinare che tenga conto delle implicazioni giuridiche, economiche e politologiche della materia.
Bilancia Paola
 
 
Responsabile scientifico - Professore Ordinario, Università degli Studi di Milano